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L'Odissea è uno dei due poemi epici scritti da Omero insieme all'Iliade. In realtà i filologi si interrogano da molto tempo se Omero fosse veramente stato l'autore assoluto delle due opere. La cosiddetta "Questione omerica", nonostante non sia ancora conclusa, spesso dichiara che in realtà le vicende dei due poemi siano storie che sono state raccontate oralmente da aedi (i cantori greci) per molto tempo, per poi essere scritte su carta da un unico autore, che potrebbe essere Omero come più persone. Il nome del titolo deriva da quello greco del protagonista, Odisseo. In latino questo nome è stato tradotto con Ulisse.

AntefattoModifica

Odisseo è il re dell'Isola di Itaca e ha una bellissima moglie,Penelope, e un figlio ancora molto piccolo, Telemaco. Quando i greci decidono di far guerra contro la città di Troia, Odisseo, noto per essere intelligentissimo e un'ottimo soldato, viene chiamato alle armi. Dopo aver tentato di farsi credere pazzo (per non partire e per non lasciare sola la moglie con il bimbo piccolo), Ulisse è costretto a partire alla volta di Troia.Allora, lascia la moglie e il figlio con la promessa di tornare dalla guerra sano e salvo.ciao

Trama dell'operaModifica

Sono passati vent'anni da quando Ulisse è partito insieme ai suoi compagni: Telemaco è un giovane maturo e Penelope vive con lui a palazzo, inisieme a degli uomini, i Proci, ognuno dei quali vuole sposare la donna per diventare re di Itaca, credendo che Ulisse non sarebbe mai più tornato. Intanto Ulisse è prigioniero della ninfa Calipso sull'isola di Ogigia. La ninfa è innamorata di lui e vorrebbe che restasse, ma Ulisse ricorda ancora la sua patria e la sua famiglia e ogni giorno spera di poter tornare a casa. Dopo sette anni di prigionia, Ermes, messaggero degli dei, convince Calipso a lasciarlo andare. Così, su una zattera, Ulisse riprende il difficile ritorno in patria. A causa di una tempesta si ritrova su un'altra isola, questa volta quella dei Feaci, una popolazione pacifica. Nausicaa, un giovane fanciulla figlia del re dell'isola, lo ritrova sulla spiaggia e lo porta a palazzo. Qui, commosso nell'udire la storia della guerra di Troia, decide di raccontare la sua vicenda. Inizia un lungo flashback in cui Odisseo diventa narratore di secondo grado e spiega cosa gli è capitato dalla fine della guerra fino all'isola di Calipso. Dopo aver vinta la guerra grazie al suo stratagemma del cavallo di legno, Odisseo e i suoi compagni iniziano il viaggio verso casa: saccheggiano prima la città di Ismaro, poi, in seguito a un naufragio, approdano nella terra dei Lotofagi, i quali tentano di farli rimanere facendo mangiare loro del Loto, un frutto che fa perdere la memoria a chi lo mangia. Ulissea e alcuni suoi compagni si salvano ma, una volta in mare, fanno nuovamente naufragio. Ulisse approda sulla terra dei Ciclopi, dai quali riesce a scappare accecando e ingannando Polifemo. Sostarono per un periodo alla reggia del signore dei venti Eolo, che diede ad Odisseo un otre di pelle che racchiudeva tutti i venti, un dono che avrebbe garantito loro un rapido e sicuro ritorno a casa. Nonostante l'ordina di non aprirlo, i marinai compagni di Ulisse lo fanno mentre lui sta dormendo. I venti escono all'improvviso e scatenano una tempesta che ricaccia insietro la nave, allontandola ancora una volta dalla patria. Odisseo e i pochi sopravvissuti si rimettono sulla rotta, ma finiscono prima nella terra dei mostruosi Lestrigoni, poim im fine sull'isola della maga Circe. Ella tenta di far bere a Ulisse e ai suoi compagni una pozione che li avrebbe trasformati in maiali, ma solo alcuni ci cascano. Ermes torna da Ulisse per aiutarlo dandogli una boccetta con un antidoto alla pozione della maga. Circe è dunque costretta a lsciar liberi gli uomini. La maga, invaghitasi dell'eroe, lo trattiene come amante sull'isola per oltre un anno, fin quando i suoi compagni lo convincono a ripartire. Grazie alle indicazioni della maga, Ulisse scende nell'Ade insieme all'indovino Tiresia. Nel regno dei morti incontra sua madre, morta durante la sua assenza, Agamennone e Achille. Tornati sull nave, Ulisse e i compagni passano indegni gli scogli delle Sirene, che con il loro canto tentavano di ammaliare i passanti. Riescono inoltre a sopravvivere a Scilla e Cariddi e approdano sull'isola di Trinacria. Qui i compagni di Ulisse uccidono alcune vacche sacre e l'ira degli Dei si scatena contro di loro. Tutti, tranne Odissea, muoiono annegati. L'eroe invece è trasportato dalle correnti sull'isola di Calipso. Così si conclude il raccontoi di Ulisse alla corte dei Feaci e questi decidono di dargli una nave per tornare a Itaca. Quando Ulisse finalmente giunge in patria quasi non ci vuole credere. Raggiunge la capanna di un porcaro e racconta una sua falsa storia. Solo quando capisce che il servo gli è ancora fedele, rivela la sua identità. Nel frattempo Telemaco torna a Itaca dopo essere stato per qualche tempo in cerca del padre e finalmente lo ricontra. Ancora nessuno sull'isola sa del ritorno di Ulisse, a parte il figlio Telemaco, il porcaro Eumeo e il cano Argo, talmente vecchio che quando lo rivede muore di gioia. Padre e figlio devono affrontare l'ultimo ostacolo: i Proci. Questi uomini si sono impadroniti del palazzo e vogliono Penelope come sposa, la quale per tardare il momento delle nozze fila e sfila la sua famosa tela. Travestito da mendicante, Ulisse entra a palazzo. La sera c'è un grande banchetto e tutti i Proci sono presenti. Telemaco fa lavare il mendicante dalla più anziana dell nutrici, Euriclea, che riconosce Ulisse da una sua ferita sul polpaccio. La donna perciò, promette di mantenere il segreto. Penelope decide di dover trovare una soluzione per i Proci e li sfida a scagliare unna freccia con l'arco del marito, una freccia che dovrà trapassare diversi anelli. Nessuno dei Proci è abbastanza forte per distendere l'arco di Odisseo e in molti falliscono. Ulisse, sempre travestito da mendicante, chiede se può provare lui e i Proci, ridendogli addosso, acconsentono. Ulisse riesce a distendere completamente l'arco e a trapassare ogni anello con la freccia mentre i Proci lo guerdano sbigottiti. Aiutato dal figlio uccide tutti i Proci e i servi che l'hanno tradito durante la sua assenza. Rivelatosi a Penelope, questa gli fa un'ultima domanda prima di credere che sua marito sia davvero tornato. La donna vuole sapere come è stato costruito il loro letto matrimoniale e Ulisse le dice che è stato intagliato nel tronco di un albero. Capendo che si tratta di suo marito, Penelope puù finalmente riabbracciarlo. Come ultimo, Ulisse fa ritorno dal padre Laerte, anche al quale è costretto a provare di esserne il figlio: l'eroe così descrive il frutteto che un tempo il padre gli aveva donato. È troppo lunga

In LostModifica

Le peripezie di Ulisse sono molto note, così come la sua furbizia e intelligenza. In Lost troviamo un parallelismo con quest'opera con le figure di Desmond e Penelope, il primo ricopre il ruolo di un Ulisse tropicale, costretto a restare per anni su isola dall quale è impossibile andarsene, la seconda, come ricorda esplicitamente il nome, è la sua compagna che, nonostante non lo veda da anni e pensi ormai al peggio, non smette di sperare e di cercarlo. Desmond come Ulisse (o quasi, dato che l'eroe omerico incontra parecchie figure femminili), resta fedele a Penelope e, come Odisseo, quando guarda verso l'orizzonte sull'Oceano, pensa a lei e alla sua "patria", l'Inghilterra, dove vuol tornare per rivedere appunto la sua amata Penny. Nell'Odissea inoltre il Dio che tentava di non far tornare a casa Ulisse era Poseidone, il Dio del mare che ogni volta creava tempeste e bufere per far naufragare l'eroe. Allo stesso modo in Lost, il padre di Penny non vuole che Desmond si avvicini alla figlia e "controlla le acque" grazie alla sua nave cargo Kahana. Non nell'Odissea, ma in un mito greco concernente l'eroe Ulisse, si narra che egli, per prendere in sposa Penelope, dovette battere suo padre, Icaro. Anche Desmond vuole dimostrare al padre di Penny di essere all'altezza partecipando (e sperando di vincere) alla regata attorno al mondo sponsorizzata da Widmore stesso.

Altri temi sono presenti in Lost, come per esempio gli inganni e le truffe che Ulisse è costretto a usare per salvarsi (il cavallo di legno, l'accecamento del ciclope, il travestimento da mendicante, ecc). In Lost ogni personaggio, che lo faccia di professione come Sawyer o che improvvisi come Jack, tenta di ingannare i nemici (o a volte anche gli amici) con truffe di ogni tipo. L'intelligenza di Odisseo ci ricorda invece forse quella di Sayid, sempre attento a ogni piccolo dettaglio (come quando capisce che Mikhail non vive solo vedendo che il cavallo fuori dalla stazione Fiamma è sellato per qualcuno con una statura più bassa). Naturalmente la sopravvivenza, la fiducia nei compagni di sventura e l'approdo in una terra sconosciuta sono tutti temi presenti sia nell'Odissea che in Lost.

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